14 Novembre 2020 By Alessio Pittari Non attivi

I limiti della Zona Arancione

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In tempi di COVID, situazione perdurante ormai da mesi, abbiamo avuto spesso a che fare con una normativa in continuo aggiornamento. Con gli ultimi DPCM, la situazione è divenuta alquanto variegata.

Le Regioni (e le Province autonome) sono state catalogate con uno dei tre colori previsti dall’ultimo DPCM del 03.11.2020. Giallo, Arancione e Rosso. Una differenziazione che, ricordiamo, ha poco di simpatico e di scherzoso. Lì fuori c’è gente che soffre e che muore per via del COVID-19. Ci sono ancora malati con le patologie più differenti che vedono con preoccupazione la propria condizione proprio perché il COVID sta assorbendo risorse economiche ed umane. Dunque poco spirito di patate: la situazione è serissima.

I tre colori, si diceva, rappresentano la gravità della situazione relativa alla scala dei contagi ed alla situazione di utilizzo dei relativi sistemi sanitari. La gravità della situazione è monitorata costantemente dal Ministero della Salute, il quale in base a precisi parametri, attribuisce uno status piuttosto che un altro.

La Puglia, almeno alla data di redazione di questo post e come è noto, è ricaduta in zona arancione. Una situazione di gravità di una certa importanza, con indicatori di contagio e stress del sistema sanitario regionale sicuramente non buoni.

Ma cosa si può fare in una situazione del genere? Oltre al rispetto del buon senso che dovrebbe accompagnare un qualsiasi popolo che ha vissuto il dramma del lockdown generale, la legge ha stabilito cosa si può fare e cosa no. Resta l’obbligo permanente di rispettare il distanziamento sociale, di evitare assembramenti e di utilizzare i dispositivi di protezione individuali in maniera corretta. La mascherina, ad esempio, non come borsetta o reggi collo. Semplicemente in maniera corretta. Non a casa, ma addosso. Sottolineature tragicomiche per il 90% della cittadinanza. Ma neanche tanto scontate per il restante 10%.

Le attività di ristorazione sono state costrette a limitare l’apertura per il solo servizio di asporto e consegna a domicilio. Non è possibile spostarsi in altri comuni, se non per le necessità di lavoro, salute, studio o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio comune (il tutto deve essere ampiamente autocertificabile). E a differenza della Zona Rossa, nel Comune di residenza in zona Arancione vige il coprifuoco “solo” dalle 22 alle 5 del mattino, oltre ad eventuali ed ulteriori limitazioni imposte dal Comune di riferimento in materia di salute ed ordine pubblico.

Sui siti governativi sono stati incrementati i servizi di informazione e le domande rispetto a situazioni meno generali e più specifiche. Potete trovare molta informazione pulita e corretta sul portale del Governo Italiano a questo link.

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