Mille euro al mese ai disoccupati! (Volevi!)

Lo stato è impegnato e ha trovato i soldi per dare mille euro al mese ai disoccupati sempre. Per tutta la vita. Finché lavoro non ci separi.

Ci siete cascati! Ma tranquilli. Non è successo niente. Stavolta.

Nell’Italia che vanta un sistema di “supporto” alle fragilità apparentemente variegato e spesso – purtroppo – disordinato, esiste un sistema parallelo di informazione mendace o comunque orientato a raccogliere click che richiama un minimo di curiosità.

Spesso, sui social, soprattutto nelle bacheche e “grupponi” di non meglio specificati gruppi di acquisto, appaiono soventi dei link che spesso non portano ad un articolo “tecnico“, piuttosto che su siti web specializzati o istituzionali. Spesso capita di vedere dei titoli tremendamente attraenti: “Al via l’assegno per i disoccupati” piuttosto che “Ecco la social card da 800 euro” e via dicendo. La trappola è pronta: se tutto va bene, incuriositi, entrate nel sito e, leggendo a fondo, scoprite che quella misura è “allo studio del Parlamento” o allo studio del “Governo” o non rientra magari tra gli ammortizzatori sociali ideati dal vostro governo regionale. In altri casi ci si ferma al post che accompagna il link, generalmente anch’esso fuorviante. Quante volte vi è capitato? Quante volte vi siete lasciati convincere dalle migliaia di “mi piace” e dalle centinaia di “condivisioni” sul post? Il fenomeno diventa più realistico quando magari davanti alle scuole, nei capannelli di genitori, ti senti come il deficiente che è l’unico che “non ha ancora fatto la domanda“. 

La realtà è che la maggior parte di queste misure tanto sbandierate non sono mai esistite, non esistono e probabilmente mai esisteranno. E’ solo e soltanto una leva, quella di sfruttare in maniera insensibile e infame la fragilità economica e sociale di tanti, troppi cittadini.

Sappiamo bene che il processo di conformazione delle misure a sostegno del reddito e orientate all’inclusione sociale hanno portato a creare una misura, il Reddito di Cittadinanza, che raccoglie certamente il complesso dei supporti economici e dei bonus sociali che vengono puntualmente defalcati dal “mensile” tanto agognato. In alcune Regioni italiane esistono misure similari. In Puglia esiste ad esempio il Reddito di Dignità, giunto alla sua quarta edizione, misura simile ma non cumulabile con il Reddito di Cittadinanza. I requisiti sono più larghi nella edizione 2020 in vigore da fine giugno. Certamente non garantisce l’universalità, per mere motivazioni economiche, della vasta platea a cui è davvero rivolto, benché il supporto economico si realizzi solo attraverso l’effettiva realizzazione di progetti di tirocinio, di sussidiarietà e di formazione, attività programmate e progettate e scrupolosamente verificate dagli Ambiti Territoriali della Regione Puglia.

Ma torniamo ai nostri social. Abbiamo cliccato su quel link tanto succulento. In realtà l’articolo porta ad un sito web ricco di banner pubblicitari più o meno invasivi. E’ pesantissimo da caricare sul vostro smartphone, o sul vostro pc. La vostra visita è ben accetta dal proprietario del sito che con la vostra visita ha ricavato soldi e crediti dai titolari dei banner (che se tutto va bene sono di Google e non di altri canali ben più… impegnativi)

L’idea di base è questa: non esiste alcun modo di avere soldi facili e senza impegno personale. Lo Stato eroga davvero fondi a chi ha bisogno. Ma non nel modo e nella meravigliosa leggerezza con cui si ripropongono su Facebook

L’attenzione potrebbe essere ad esempio quella di valutare ancor prima di entrarvi già il nome dei siti. Tanti siti web che con fatica e impegno hanno raccolto una certa autorevolezza hanno creato addirittura una “black list” di siti web di bufale o di informazione errata. Datene attenta lettura. Se li trovate tra i vostri preferiti… eliminateli. Solo fonti istituzionali per favore. Di piatto non c’è la Terra, ma solo e soltanto l’elettroencefalogramma dei bufalari.

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